Sul problema delle radiazioni umane
Luce e Ombra 1934

« Onde » e « radiazioni » sono forse i vocaboli che meglio contraddistinguono l’epoca attuale. E’ quindi logico che anche nel nostro territorio (la Metapsichica è scienza « novecentista » per definizione) si affermino sempre maggiormente gli studi e le ipotesi concernenti un eventuale « campo radiante » umano. Gli studi sulla radiestesia, su determinati « effluvi » medianici (Rudi Schneider), sull’« Anthropofiux » del Muller, sulle « scotografie » e « fotografie del pensiero », sul potere sterilizzante e terapeutico delle mani di taluni individui, ecc. ecc., si avvicendano di continuo, con risultati spesso discordanti, ma che tutti testimoniano quanto sopra si è detto: che cioè il campo delle radiazioni costituisce uno dei terreni attualmente più scavati, tra quelli cui si è rivolta l’attenzione di biologi e di metapsichisti.
Diversi anni or sono, alcune memorie interessantissime intorno al presunto accertamento di « radio-onde cerebrali » a mezzo di sistemi radiotecnici, vennero pubblicate dal prof. Cazzamalli, dell’Università di Milano, nella « Revue Métapsychique » (1). La rivista « Luce e Ombra » ne informò obbiettivamente i lettori, e noi stessi avemmo occasione di ritornare fuggevolmente sui tema, nel 1929· (2), recensendo un articolo di René Sudre.
Il prof. Cazzamalli, proseguendo con lodevole tenacia nelle sue esperienze, pubblica ora una nuova memoria (3),· nella quale espone gli ultimi risultati da lui ottenuti. Le «novità», rispetto alle relazioni precedenti, sono principalmente due: il perfezionamento degli apparecchi segnalatori adoperati, e l’aver sperimentato anche con soggetti normali (mentre nel primo ciclo di esperienze la persona in esperimento era la medium Ilma Maggi).
Circa il primo punto, rinunziamo ad entrare in merito, e rimandiamo il lettore alle osservazioni, esposte più sotto, di un tecnico competente. Circa il secondo, non possiamo se non approvare il principio informatore adottato dal Cazzamalli: principio che potrebbe permettere, in avvenire, interessanti confronti fra «serie» rispettive di risultati ottenuti.
Prescindendo dalle osservazioni di ordine radiotecnico, dunque, non potremo però fare a meno di rilevare come il Cazzamalli abbia omesso di tradurre in atto le « controprove » suggeritegli da chi dubitava, a malgrado delle sue argomentazioni, che le supposte « radio-onde· »· provenissero necessariamente dal cervello (4). Noi non contestiamo, si badi, le affermazioni del Cazzam.alli, ma non le riteniamo ancora sufficientemente dimostrate (e ciò sempre nell’ipotesi, da altri oppugnata, che siano proprio delle specifiche radiazioni umane a perturbare gli apparecchi): ricordiamo tra l’altro come io stesso Sudre menzionasse in proposito la prova psico-galvanometrica di Veraguth, e adducesse – a sostegno dei suoi dubbi circa la tesi del Cazzamalli – le osservazioni di Abramowski, secondo cui gli spostamenti dell’ago si verificano in questo « test· » non già in ordine allo sforzo mentale del soggetto ma all’emozione corrispondente: si tratta quindi di una misura di ordine corporale e non di ordine spirituale. Ricordiamo inoltre che le osservazioni – più sopra menzionate – di E. K. Muller (secondo cui l’Anthropoflux sarebbe suscettibile di variazioni in rapporto con stati emozionali, ma non proverrebbe affatto dal cervello, e non sarebbe per nulla di natura elettrica) contrastano in modo stridente con quelle dello studioso italiano.
Tutto sommato, occorre attendere l’ulteriore « memoria· » che il Cazzamalli ci promette, e sospendere sino allora il nostro giudizio, anche dal solo punto di vista psicobiologico e metapsichico. Ai competenti in radiotecnica il pronunciarsi pro o contro l’attendibilità delle esperienze, in ordine alle attuali nozioni sulle interferenze e sui perturbamenti delle onde di Hertz.

EMILIO SERVADIO.

1) 1925, n. 4, p. 215; n. 5, p. 326 segg.; 1927, n. 3, p. 196; n. 4, p. 290
2) Il fluido umano, in «Luce e Ombra» 1929, n. 2-3, p. 133.
3) Fenomeni elettromagnetici radianti dal cervello umano, in intensa attività psicosensoriale, rivelabili da complesso oscillatore per onde ultracorte, in «Giornale di psichiatria e di Neuropatologia », 1933
4) Tali controprove potrebbero consistere, per esempio, nel produrre presso i vari soggetti non già pensieri » o « immagini mentali », ma bensì fenomeni di ordine vasomotorio, contrazioni muscolari, ecc.: e verificando poi se e come gli apparecchi registratori ne venissero perturbati.

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