Carl Gustav Jung: Sulla psicologia dell’inconscio. – Roma, Astrolabio, 1947. – L. 450
Luce e Ombra 1947

E’ la traduzione, assai ben curata da B. Veneziani e M. Vivarelli, del noto libro di Jung uscito per la prima volta nel 1916. La versione italiana si basa sulla 5° edizione del 1942. Jung ha operato parecchi mutamenti ed aggiunte rispetto al testo primitivo, cosicché l’opera, sebbene non completamente, rispecchia abbastanza bene il suo pensiero più maturo.
Nei primi capitoli l’A, espone, assai chiaramente e obiettivamente, se pur molto in succinto, i punti di vista, della psicoanalisi freudiana e quelli della « psicologia individuale » di Adler, e ne dà un esempio pratico di applicazione allo stesso caso clinico. Nel capitolo che segue il quarto – Jung si pone il problema dell’ « atteggiamento » e ne trae occasione per esporre la sua teoria dei tipi psicologici. Lo svolgimento delle idee junghiane sull’inconscio occupa gli ultimi capitoli, e di esse è pieno anche il capitolo VI, che vorrebbe dare un’idea della psicoterapia – se così si può ancora chiamare – secondo i metodi della scuola di Zurigo.
Non è possibile, nel giro di una recensione, discutere i punti di vista di Jung: anche perché Jung – specie nella sua ultima evoluzione – è diventato lo scrittore più « relativista » che immaginar si possa, forse per reazione a certi scrittori psicoanalisti un po’ troppo unilaterali. Ciò che non si può non ammirare in Jung è il senso di quella « verità dell’anima » che dà il titolo ad uno dei suoi libri meglio riusciti. Jung è stato accusato di misticismo: e dal p.d.v. di un certo positivismo scientifico, non a torto. Ma chi si è occupato seriamente e appassionatamente di psicologia – ivi. compresa la Metapsichica – arriva inevitabilmente alla conclusione bergsoniana: « l’esprit déborde l’intelligence »; cosicché si giustificano, per lo meno in via provvisoria, concezioni : es. come quella degli « archetipi » e dei simboli dell’inconscio collettivo, che ci aiutano a oltrepassare a tastoni i limiti della nostra grande ignoranza.
Leggere – o rileggere Jung è sempre estremamente proficuo, anche se si dissente in buona parte da lui soprattutto nelle applicazioni pratiche delle sue idee.
Raccomandiamo perciò questa ottima traduzione a tutti coloro che s’interessano alla moderna « psicologia del profondo ».
EMILIO SERVADIO

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