I disegni telepatici
Luce e Ombra 1931

Delle trasmissioni telepatiche d’immagini, e della forme che assumono i disegni tracciati dai « percipienti » in confronto a quelli trasmessi dai rispettivi « agenti », si occupa, con la consueta competenza, l’ ing. Warcollier nel. n. ,5 (settembre-ottobre) della «Revue Métapsychique». Secondo il W. i disegni telepatici hanno un’analogia « con le immagini provocate da varie droghe, quali l’oppio, lo haschich, il peyotl; hanno anche alcuni caratteri comuni con i disegni degli alienati e dei primitivi, ma hanno soprattutto parecchie rassomiglianze con i disegni infantili ».
I principali caratteri deformativi di tali disegni, presi in considerazione dal W., sono i seguenti: suddivisione e sottrazione di elementi; loro giustapposizione; loro orientazione e inversione; loro moltiplicazione.
La suddivisione si constata in quasi tutti i disegni telepatici: così p. es., essendo stata trasmessa l’immagine di una croce di S. Andrea, ben tracciata, in bianco su fondo scuro, il percipiente disegna dapprima un semplice segno di moltiplicazione, e in un secondo tempo una busta, fraintendendo completamente il significato del disegno, che però riproduceva tutto sommato – assai esattamente. Di tali suddivisioni il W. cita (e illustra) nove esempi, e ricorda come questo carattere sia stato posto in luce anche da altri sperimentatori: l’Abramowski parla della dissociazione telepatica della parola » (Le subconscient normal, p. 138); e di analoghe dissociazioni si occupano Lombroso, Usher e Burt, Bruck, Osty, Sinclair: tutti autori che si sono interessati al problema della telepatia. Analogie si riscontrano in certi disegni di primitivi (omissione di parti del corpo, delle redini di un cocchio ecc.), in certi dipinti medianici (occhi senza viso di Grujewskij), nelle visioni del peyotl, nei disegni infantili.
La giustapposizione degli elementi è frequentissima nei disegni dei bambini; una bimba di 5 anni e 4 mesi dipinge la bandiera francese in questo modo: un: rettangolo rosso al centro, circondato per tre lati dal campo azzurro; all’altro lato, esterno, sta il bianco. Nel disegno infantile avviene spesso una selezione di elementi e una loro rappresentazione progressiva: così in quello telepatico: . il percipiente non dà ai singoli elementi un’importanza rispettivamente uguale a quella che dà loro l’agente.
Notissimo nei disegni infantili è il diverso orientamento o addirittura il rovesciamento delle immagini una trottola, copiata, vien disegnata da un bambino con la punta in su; così certe lettere stampatelle, come la N; tali inversioni o diversi orientamenti si riscontrano presso artisti contemporanei (Chagall, Archipenko), in certi sogni studiati anche dal Freud, in taluni casi di chiaroveggenza (Cowiecki che disegna un pesce orientandolo da destra à sinistra anziché da sinistra a destra, e largo e corto anziché lungo e stretto). Un caso telepatico citato dal W. è il seguente: l’agente guarda l’immagine di un bersaglio; il percipiente disegna delle specie di ellissi allungatissime, una sotto l’altra, poi dei semicerchi concentrici, di cui il più piccolo è il più lontano dal centro!
A proposito del rovesciamento delle immagini in telepatia osserviamo che il W. non cita il recente ottimo studio del Pagenstecher(Dasverkerte Bild in Telepathie) pubblicato negli Atti del IV Congresso Internazionale di Metapsichica. Il Pagenstecher formula due ipotesi compossibili al riguardo: quella di una trasmissione diretta dell’immagine dalla retina dell’agente alla retina del percipiente (una tale ipotesi non spiegherebbe i casi in cui l’immagine arriva non rovesciata), e quella secondo cui sarebbe il percipiente a captare l’immagine visualizzata dall’agente: in questo secondo caso si potrebbe avere tanto la captazione dell’immagine reale quanto quella dell’immagine rovesciata. La seconda ipotesi collima, come si vede, con quella del Richet e di coloro che vogliono ricondurre la telepatia alla criptestesia o metagnomia in generale. Richiamiamo ad ogni modo l’attenzione del collega francese su questo saggio che forse gli è sfuggito.
Che i disegni infantili, e quelli degli alienati, presentino poi spesso il carattere della moltiplicazione degli elementi, è cosa ben nota: « il bambino – scrive il Luguet – non si contenta di un disegno, ne fa a volte cento che si rassomigliano ». Così in telepatia l’immagine di un occhio entro un triangolo viene ricevuta sotto forma di un triangolo e di tanti circoletti (pupille).
Nelle sue conclusioni, il W. ricorda ancora una caratteristica del disegno infantile diversa da quelle del disegno telepatico: il ripiegamento, per cui, ad es., il tetto di una casa vien disegnato come ripiegato sulla facciata: tale caratteristica, peraltro, si avvicina in massima a quella più generale dell’inversione, già ricordata.
Ed ecco come efficacemente il W. descrive quale possa essere il processo per cui l’immagine disegnata dal percipiente giunge deformata secondo i tipi caratteristici suesposti: « Si può ammettere – egli scrive che l’immagine complessa latente esista presso il percipiente: il suo lavoro sta nei rivelarla. A volte si manifesta prima un particolare – e un frammento appare alla coscienza; poi un secondo e un terzo senza che l’ordine di comparsa sia in relazione con l’interesse che presentano i particolari stessi non v’è alcunché di razionale. A volte invece appare un gruppo di particolari di uguale intensità dinamica, dando un’idea confusa dell’assieme. Spesso, come abbiamo detto, i primi lineamenti delle immagini servono come substrato all’immaginazione. Poiché il modello interno è profondamente sepolto nella subcoscienza del percipiente (se non dello stesso agente), il percipiente è nell’assoluta impossibilità di fare il confronto tra ciò che crede di percepire e ciò che è… Questa analogia spiega l’apparizione successiva dei frammenti, che combina in modo perfetto con la discontinuità della nostra vita psichica ».
A queste considerazioni dello studioso francese vorremmo aggiungere che dagli esempi riportati si traggono conclusioni abbastanza precise circa certi orientamenti o « processi di massima degli stati di minor coscienza. Tanto nel caso della telepatia, quanto in quello degli alienati, dei medium, dei bambini, dei primitivi, ecc., si assiste al funzionamento di coscienze o diminuite, od ottenebrate, o poco sviluppate, o involute: che in ognuno di tali casi di funzionamento si riscontrino analoghe tendenze di massima è constatazione assai importante, il cui approfondimento può essere fonte di risultati non trascurabili sia per ciò che concerne i nostri studi, sia per tutto quel che riguarda la vita psichica in genere del subcosciente.
EMILIO SERVADIO.

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