L’opera di Lakowski
Luce e Ombra 1930

Nel numero di settembre di « Psychica » abbiamo notato un breve articolo di Suzanne Prat intorno a Giorgio Lakowski, noto per le sue ricerche sulle ultraradiazioni e sui circuiti oscillanti. L’opera di Lakowski ha sollevato, come accade sempre a coloro che tentano vie nuove, acerbe discussioni in Francia e fuori: chi lo considera un ciarlatano e chi un genio. Alcune delle sue esperienze, per quanto ci consta, hanno dato risultati positivi, ma non ci sentiamo davvero l’autorità di pronunciare un giudizio globale, in materia ancora tanto opinabile. Citiamo dunque soltanto i punti salienti dell’articolo in discorso, che ha carattere espositivo e non polemico.
La principale tesi del Lakowski, scrive la Prat, è la seguente: « La vita è nata dalla radiazione, mantenuta dalla radiazione, influenzata – talvolta soppressa – da ogni squilibrio oscillatorio ».
Gli esseri viventi, quindi, « emettono e ricevono onde; ognuna delle loro cellule costituirebbe una doppia stazione, e ciò sarebbe dimostrato dalla sua costituzione che si riassume in un sistema oscillante avente capacità, induzione e resistenza elettrica; sarebbe insieme oscillatore e risuonatore ».
Le ricerche sulle radiazioni cosmiche, o ultrapenetranti, sono, si può dire recentissime. I calcoli di Millikan in proposito sono del 1925; prima, non si avevano che dati assai vaghi. Ora si sa che tali radiazioni sono mille volte più corte di quelle dei raggi X e io milioni di volte più corte di quelle della luce. Secondo alcuni scienziati esse proverrebbero dalla trasformazione dell’idrogeno in elio nelle grandi nebulose. Il nome di ultrapenetranti deriva loro dal fatto che per intercettarle occorre una lastra di piombo di 7 metri di spessore, e che esse giungono sino a 50 metri sotto il livello del suolo.
Orbene, scrive Lakowski, « io credo all’esistenza di molteplici radiazioni che appartengono a tutte le frequenze, solcano costantemente la nostra atmosfera e provengono dagli spazi interplanetari ». Esse, postilla Suzanne Prat, « hanno l’effetto di mantenere per risuonanza la vibrazione propria alle cellule sane… Sono non soltanto capaci di mantenere la vita, ma hanno altresì contribuito a crearla sul nostro pianeta… La cellula, insomma, secondo questa teoria, può essere paragonata a un circuito oscillante la cui energia vibratoria proviene dagli spazi interplanetari… ».
Le unità chimiche elementari che costituiscono la cellula son chiamate da Lakowski bio magno-mobili, per ricordare la loro origine biologica, la loro mobilità e l’elemento elettromagnetico che ne condiziona l’esistenza…
L’armonia generale (dell’organismo) fa sì che ogni molecola sia al proprio posto. « L’energia necessaria viene dalla vibrazione elettrica delle cellule mantenute dalla radiazione ultrapenetrante esterna. Le tossine sono i residui delle cellule e dei microbi morti. La prossimità di questa materia inerte muta la capacità elettrica delle cellule viventi, le quali non possono più oscillare secondo la loro frequenza specifica. Di qui la malattia o la morte ».
Lakowski ha introdotto, per far cessare questo squilibrio, dei circuiti oscillanti che portano il suo nome, e, che furono da lui sperimentati dapprima, sembra con grande successo, su piante affette da tumori, e applicati poi di recente (per quanto ci consta, con risultati incerti) nella comune terapia. Il Lakowski è autore, inoltre, di tutto un sistema cosmobiologico, esposto particolarmente nella sua opera « Le secret de la vie ». La Prat non ne fa menzione, limitandosi a citare una sua definizione dell’anima.
A noi sembrerebbe di grande interesse un confronto, che solo potrebbe fare chi fosse bene addentro nelle più complesse questioni della chimica e della fisica biologiche, tra le teorie del Lakowski e quelle, ad esse per tanti versi apparentate, di Charles-Henry, su cui abbiamo altra volta (v. « Luce e Ombra », febbraio 1930) intrattenuto i nostri lettori.

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