W. S. Montgomery Smith: Two Worlds are ours (1)
Luce e Ombra 1930

Il titolo di questo volume è una parafrasi della ben nota affermazione del Myers, secondo cui l’uomo vivrebbe contemporaneamente in due mondi. Riconosciuta questa «presenza immanente» di un ultramondo nella nostra vita quotidiana, l’Autore cerca di trarne alcune conseguenze particolari, che sviluppa nei singoli capitoli, valendosi anche ogni tanto di « messaggi » a lui pervenuti attraverso la medianità di Mrs. Osborne Leonard. Nulla di particolarmente originale c’è, a nostro avviso, in questi saggi: che le nostre costumanze funerarie sono da mutare; che la guerra dev’essere abolita, e così pure la pena di morte; che si può guarire con mezzi psichici; che bisogna distinguere il temporale dallo spirituale; che il matrimonio deve presupporre una reale affinità, ecc. ecc., son cose risapute veramente da un bel pezzo. Ma l’ingenua tranquillità di molti scrittori cosiddetti spiritualisti inglesi non si smuove così facilmente: se il libro è garbato, dice cose buone, si presenta in veste editoriale corretta, lo scopo è raggiunto, il desiderio appagato. E poiché al mondo c’è posto per tutti, dovremmo proprio far noi la parte del diavolo? Ma neanche per sogno.
EMILIO SERVADIO.

(1) Ed. Rider, London, 1930, sh. 4 e 6 pence

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