Fenomeni paranormali di “gruppi” e di “coppie”.
Luce e Ombra 1934

Nel fasc. 1, 1934, della « Revue Métapsychique », il Dr. Eugene, Osty si occupa, col consueto acume, dei fenomeni paranormali che occorrono frequentemente col concorso non già di una sola persona o medium, ma di due o più individui. Egli osserva che mentre i singoli soggetti metapsichici sono assai rari, non è infrequente trovare dei gruppi (anche senza che l’uno o l’altro dei componenti vi assuma una parte preponderante) i quali diano origine a fenomeni magari modesti o scarsi, ma di carattere indiscutibilmente paranormale. Si tratta a volte di « comunicazioni » di tipo chiaroveggente, ottenute a mezzo della tiptologia; a volte di spostamenti meccanici che i dati normali di fisica e di fisiologia non bastano a spiegare. In questi casi appare « come se, non avendo i singoli astanti, presi uno per uno, virtù paranormali manifeste, la loro unione, sommando le facoltà individuali, giungesse a costituire l’equivalente di un soggetto ». Il Dottore Osty ha assistito p. es. nell’Institut Metapsychique, ai movimenti violenti di una pesante tavola a sei piedi, anche quando le mani degli astanti furono volte a palme in sù. Chiunque abbia tenuto qualche seduta di tipo «famigliare » ha del resto avuto occasione di constatare infinite volte casi del genere.

Talvolta, in questi gruppi medianici, si riesce a ravvisare il «produttore predominante», basandosi sul fatto che la sua mancanza nel gruppo fa grandemente scemare o addirittura cessare i fenomeni. Peraltro in genere questo « produttore » è legato al gruppo, e, « trapiantato » in altro ambiente, perde le sue facoltà. Eccezionalmente, invece, può svilupparsi come medium, e riuscir quindi a produrre fenomeni anche in ambienti diversi.

Ma spesso invece non si riesce a vedere se un « produttore predominante » vi sia, e quale sia; e « l’intero gruppo si comporta come un soggetto ». Il Dr. Osty fa rilevare quanta importanza abbia, in simili gruppi, l’armonia psichica dei componenti. Circa il «produttore predominante » aggiunge poi ancora: …. « Le cose si svolgerebbero come se un individuo, incapace da solo di realizzare le condizioni psicofisiche favorevoli alla manifestazione dei poteri criptici dello spirito, trovasse per caso queste condizioni riunendosi con talune persone». E più oltre: « E’ possibile che tra il lavoro di un gruppo in cui non si ravvisa alcun medium e quello di un soggetto riconosciuto che operi in un ambiente qualsiasi, non vi sia se non una questione di supremazia di un soggetto su di un altro, per quanto riguarda le facoltà paranormali. Quando questa supremazia è forte, pare che il soggetto sia tutto e che gli altri non siano nulla o quasi nulla. Quando nessuna supremazia appare, sembra che un soggetto non vi sia e che il gruppo assommi le facoltà criptiche individuali ».

Quanto è detto per i gruppi, può dirsi per le « coppie ». Vi sono molti casi in cui due persone costituiscono insieme un buon mezzo per la manifestazione di emergenze paranormali; ciascuna è spesso incapace, da sola, di ottenere un risultato purchessia ed è quasi sempre impossibile stabilire quale sia, tra le due, l’individualità preminente.

Il Dr. Osty ha osservato che i fenomeni prodotti da questi gruppi o da queste coppie non sono continui, ma vanno a periodi, spesso presentano un andamento esprimibile con una curva parabolica, che parte da zero e ritorna a zero. Altre volte, invece, le manifestazioni cessano bruscamente.

Quanto alle « entità » manifestantisi in tali aggruppamenti, si hanno tutte le possibilità che si verificano con i singoli medium: dal nome celebre all’appellativo evidentemente fittizio, o addirittura alla dichiarata identificazione dell’ entità » con l’inconscio o con l’« io profondo » dei componenti. I fenomeni, lo abbiamo detto, possono essere di tipo fisico o di tipo intellettuale: i migliori risultati si ottengono specializzandosi nell’uno o nell’altro senso.

Le considerazioni del Dr. Osty servono di preambolo a una interessante relazione, firmata Lucien Boussand, in cui questi riferisce appunto su notevolissimi fenomeni di ordine intellettuale, ottenuti, in condizioni di seduta medianica, da lui stesso e dalla propria moglie. Dapprima espresse a mezzo della tavola, le comunicazioni, aventi carattere creativo, furono in un secondo tempo « visualizzate » e dettate dalla moglie del Boussand, e in pochi mesi vennero composti in quella guisa ben trentatre fra commedie, drammi, films, romanzi, sugli argomenti più vari e negli stili più diversi. Il Boussand osserva acutamente che una buona parte di queste creazioni rispondevano a un suo desiderio inappagato e molte volte espresso: quello di avere la possibilità di manifestare, con potenza d’immaginazione, idee, gusti e tendenze personali. Interessanti i seguenti particolari: la visualizzazione è sempre subordinata al contatto delle mani di entrambi i soggetti con la tavola; l’espressione tiptologica cessa allorché comincia la visione; quando l’esposizione è finita, la signora B. non conserva ricordo di quanto ha detto, mentre tale ricordo permane vivissimo nel relatore, che ha il compito di tradurla in iscritto.

La produzione paranormale (che, a quanto sembra, ha un notevole valore artistico) s’inframmezza talora di episodi di vera e propria chiaroveggenza. La sig.ra B. cercava con ansia un appartamento; un giorno disegnò automaticamente la pianta di un alloggio; l’indomani il marito visitò un appartamento che corrispondeva punto per punto a quello disegnato dalla moglie, salvo l’aspetto molto più confortevole e moderno che avrebbe dovuto avere quest’ultimo in confronto a quello reale; ma la portinaia informò il B. che il proprietario intendeva appunto modificare l’appartamento, e proprio nei particolari previsti dalla sig.ra B. (bagno, porte a vetri, ascensore, ecc.) Senonché, il giorno appresso, l’appartamento fu fissato da altri. Otto giorni dopo, in un’altra visione, si ripeté l’annunzio relativo allo stesso appartamento di prima. « Ma è affittato! » fece il B. « No! » rispose la tavola. Incredulo, il B si recò nuovamente nella via dove già era stato, e apprese che effettivamente la locazione non aveva avuto corso. L’appartamento, rinnovato secondo la visione iniziale, venne affittato dopo un mese ai coniugi B.

In un’altra occasione, moltissimi particolari scenografici indicati in un canovaccio per film (canovaccio ottenuto attraverso le «visioni» della sig.ra B.) vennero riscontrati identici a quelli di una regione del Vendômois: regione dove i soggetti non erano mai stati.

E’ notevole inoltre il fatto che l’« entità »direttrice dei fenomeni (ora cessati perchè arrecanti grave esaurimento alla sig.ra B.), interpellata circa la sua essenza, abbia risposto: « Sono voi stessi, atto a condurvi ». Sembrerebbe dunque, almeno a prima vista, che le anzidette manifestazioni si siano svolte nell’ambito delle possibilità inconsce, normali e paranormali, dei soggetti in questione. Certo, sarebbe altamente desiderabile poter indagare in quale rapporto stiano le creazioni ottenute con le tendenze e i complessi profondi dei produttori: un’indagine del genere non saprebbe compiersi se non disponendo del voluminoso materiale accennato e sottoponendo i soggetti a una vera e propria analisi psichica elaborata.
EMILIO SERVADIO.

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