Le manifestazioni di Ezquioga.
Luce e Ombra 1933

Alle manifestazioni mistico-fanatiche del villaggio basco di Ezquioga è dedicato un lungo articolo di E. Pascal, pubblicato nel numero di marzo-aprile, 1933, della «Revue Métapsychique».

Ezquioga conta appena 700 anime, e si trova a circa 60 chilometri da San Sebastiano. Gli abitanti sono, come i baschi in genere, forti, energici, e nello stesso tempo religiosissimi e superstiziosi.

Le manifestazioni ebbero inizio nel modo seguente. Il 30 giugno 1931, verso le ore 9 di sera, due pastorelli di 11 e 7 anni rispettivamente, Antonia e Andrea Bereciartua, giunsero emozionatissimi a una fattoria dicendo di aver visto la Vergine, vestita con un gran mantello nero, recante tra le braccia il Bambino Gesù, e con un rosario. Non creduti e presi in giro, essi rividero al loro ritorno l’apparizione, che questa volta portava una corona d’oro e un fazzoletto bianco. I loro genitori dissero che dovevano aver sognato e ingiunsero loro di non parlare ad alcuno delle visioni avute. Ma la sera dopo, ritornati nello stesso luogo, essi rividero la Madonna, con il volto doloroso; e lo stesso avvenne nei giorni successivi.

Naturalmente la cosa si riseppe, altri abitanti del villaggio videro alla loro volta la Vergine, descrivendola all’incirca tutti allo stesso modo, ossia secondo l’immagine della Virgen dolorosa, la cui statua si trova nella maggior parte delle chiese della regione. La Vergine è triste, chiede delle preghiere, annuncia catastrofi prossime, ecc. Non tutti, naturalmente, sono i privilegiati. Alcuni attendono da vario tempo che anche a loro appaia, una sera, l’immagine di fronte a cui tanti cadono in estasi e in adorazione. Oltre alla Vergine, compaiono talvolta altri personaggi soprannaturali: gli angioli, San Michele, altri santi, persino il demonio.

Sparsasi la notizia oltre il villaggio, cominciarono ad affluire i pellegrini da ogni parte della Spagna e anche dall’estero. Certe. sere la folla in attesa era composta di più di ventimila persone. Pare che ascendesse a sessantamila il 16 luglio, festa della Vergine del Carmelo. In questa folla, ogni sera si verificano nuovi casi di «visione ». In genere il privilegiato resta immobile, a mani giunte, gli occhi rivulsi, del tutto insensibile. Non sono mancati casi di convulsioni, ma in genere l’estasi è calma e profonda. La folla prega ogni sera dalle 17 alle 20 circa, recitando il rosario o intonando dei cantici.

Il collaboratore della « Revue Métapsychique », recatosi a Ezquioga, ha potuto presenziare egli stesso alle riunioni, ha avvicinato alcuni estatici, ha provato in particolare l’assoluta insensibilità e analgesia catalettica di un giovane sedicenne, rimasto del tutto indifferente a una puntura fattagli all’improvviso con uno spillo. Il Pascal si sofferma a descrivere l’espressione di beatitudine di due estatiche, una delle quali, Ramona Olazabal, presenta nelle palme delle mani le stigmate, apparse improvvisamente una sera mentre ella era in estasi, verificate subito dai presenti, e quindi rimaste sempre all’incirca nello stesso stato: di forma triangolare, le due ferite sono coperte da una pellicola trasparente e sottile, che non pare aver tendenza ad ispessirsi come nelle cicatrici comuni. La sera in cui le stigmate si produssero, l’estatica aveva visto la Vergine con due spade, e le era stato detto che le due ferite avrebbero costituito una prova splendente della reale presenza sul posto della regina del Cielo.

Passando all’esame psicologico e metapsichico dei fatti, il Pascal scarta anzitutto, come insostenibile, l’ipotesi della simulazione. A suo avviso si è trattato e si tratta di vere allucinazioni. Provocate dapprima nei due fanciulli in seguito a suggestioni ambientali e specifiche (discorsi di una maestra sulle apparizioni di Lourdes, ecc.), tali allucinazioni si sono diffuse per imitazione. Il fenomeno non è affatto nuovo: basti richiamarsi, in proposito, ai famosi «convulsionari» di Saint Médard e ai «magnetizzati» di Mesmer, se non a fatti più recenti. Quanto allo stato psichico degli estatici, il Pascal crede di poterlo considerare come un sonnambulismo poco profondo, con tendenza monoideistica. La scarsa profondità del sonnambulismo sarebbe provocata dal fatto che i visionari non presentano la tipica amnesia al risveglio che è propria dell’ipnosi profonda: essi ricordano infatti benissimo le loro visioni, e le descrivono a coloro che non ne sono stati partecipi. L’ambiente, la folla, si sostituisce in questi casi all’ipnotizzatore. Ma un soggetto ipnotizzato, di sentimenti religiosi, cui si dica: « voi vedete la Vergine », si comporta in modo del tutto analogo agli estatici di Ezquioga.

Il Pascal esamina alcune eventuali obiezioni, e vi risponde esaurientemente. Che gli estatici non siano sensibili a eterosuggestioni specifiche è ben naturale, opponendosi ad esse tanto il loro monoideismo quanto la loro cosciente contrarietà che si possa considerarli individui suggestionabili, e riferire, quindi, tutte le loro visioni alla suggestione. Che delle persone pie siano venute a Ezquioga con il più vivo desiderio di veder la Vergine, e non abbiamo avuto alcuna visione, si spiega pure pensando alla funzione dell’inconscio in questi fenomeni, i quali si producono appunto tanto più facilmente, quanto minore è la partecipazione della coscienza. Quanto poi alla speciale suggestibilità dei soggetti delle visioni, il problema rientra in quello più generale della «disposizione» nei riguardi dell’influenza suggestiva: disposizione che presuppone uno stato, se non propriamente neuropatico, per lo meno favorevole alle dissociazioni tra coscienza e inconscio. Comunque, conclude il Pascal, le visioni di Ezquioga sono suscettibili di un’interpretazione soddisfacente senza ricorrere al soprannaturale; ed è quindi scientificamente doveroso preferire questa spiegazione: la quale, del resto, non toglie nulla al grande interesse che le manifestazioni presentano.

Sui presunti fenomeni metapsichici che si sarebbero verificati a Ezquioga, il Pascal poco si sofferma, in quanto il loro accertamento è stato tutt’altro che preciso, e in quanto è chiaro che in un ambiente del genere i racconti s’ingrandiscono a dismisura con grande facilità.

Sembrerebbe che gli estatici abbiano presentato sporadicamente fenomeni di chiaroveggenza, di telepatia, ed anche di previsione. Di altri si raccontano fatti di ordine fisico, come levitazioni o straordinari aumenti di peso. Comunque, nulla di certo. Quanto alle predizioni che la Vergine avrebbe fatto agli estatici, nessuna di esse si è ancora verificata; ed è auspicabile che queste profezie non si verifichino, poiché città come Marsiglia e Parigi dovrebbero, secondo le dichiarazioni fatte dai visionari, venire completamente distrutte ….

Molto a lungo si diffonde invece il relatore intorno al fenomeno delle stigmate, fenomeno che è stato oggetto di moltissimi studi, tra cui uno assai esauriente di Cesare Vesme, pubblicato nella stessa «Revue Métapsychique» (nov.-dic. 1930 e segg.). Dopo aver passato in rassegna i casi spontanei principali e le varie esperienze compiute artificialmente con mezzi suggestivi, il Pascal, fondandosi sugli studi più recenti di Pavlov e di Metalnikov, sulle esperienze del Dr. Osty con la signora Kahl, ecc., si schiera risolutamente a favore dell’influenza suggestiva sull’organismo fisico: influenza la cui possibilità risulta bene accertata in base a infinite riprove, e che non potrebbe ormai seriamente venir posta in dubbio. Come ha scritto recentemente il Dr. Van der Elst (Etudes carmélitaines, ottobre 1932, p. 95), « le funzioni vegetative dell’essere umano sono per solito sotto la dipendenza del gran simpatico: fenomeni vasomotori, trofici, secretori; e poiché si sa d’altro canto che il sistema nervoso centrale e lo stesso encefalo sono collegati direttamente o indirettamente con i centri simpatici, e i loro organi innervati da essi, nulla vi è d’illogico nella concezione di una volontà superiore che si propaghi e si faccia obbedire sino al piano abituale dell’automatismo, annesso di sorpresa all’impero della coscienza e del pensiero ». Si aggiunga che vari scrittori cattolici tendono a diminuire l’importanza e il significato delle stigmate, e che il Padre Gemelli (in «Vita e Pensiero», ottobre 1924, p. 58) ha scritto che a suo avviso l’unico vero stigmatizzato è San Francesco d’Assisi: segno che anche agli uomini di Chiesa appare ormai chiara l’importanza, in simili fenomeni, dell’azione psichica sul piano fisico e fisiologico.

Del resto, il clero si è mostrato riservatissimo nei confronti dei fatti di Ezquioga, e nel giugno 1932 il R. P. Laburu fece a San Sebastiano una conferenza in merito, criticando assai severamente il contegno della folla e dei veggenti, il numero insolitamente grande di questi ultimi, ecc. Ultimamente, poi, dato che le riunioni servivano come terreno favorevole alla propaganda monarchica, il governo repubblicano spagnolo le ha vietate sic et simpliciter, cosicché non si può dire in alcun modo quale sarà la sorte futura di Ezquioga e del movimento mistico che vi si riconnette. La conclusione del Pascal nei riguardi dei tre gruppi di fatti considerati (visioni, fenomeni metapsichici, stigmate), è in riassunto la seguente: «le apparizioni sono semplici allucinazioni in stato subconscio leggero; i pochi fatti di chiaroveggenza o di telepatia che ci sono stati riferiti sj spiegano mediante la trasmissione psichica dei subcoscienti; infine le guarigioni e la stigmatizzazione di Ramona son dovute all’azione profonda dello spirito sui corpo ».

Terremo comunque informati i lettori circa gli eventuali sviluppi di questo interessante complesso di manifestazioni.

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