Le manifestazioni di Beauraing.
Luce e Ombra 1933

Nel fascicolo di giugno della presente Rivista abbiamo comunicato i risultati di uno studio condotto dal dr. E. Pascal sulle «apparizioni» del villaggio basco di Ezquioga. Lo stesso Autore pubblica ora, nel numero di luglio-agosto della «Revue Métapsychique», un resoconto assai accurato delle manifestazioni di Beauraing (Belgio) le quali per molti aspetti si raccostano a quelle.

I fenomeni, di cui tanto si sono occupati e ancora si occupano i quotidiani, ebbero inizio nel villaggio di Beauraing il 29 novembre 1932. Cinque ragazzi, Gilberte, Fernande e Albert Voisin, e Anurée e Gilberte Degeimbre, si trovano una sera nel parco del convento dove viene loro impartito l’insegnamento religioso. Nel parco e una copia della celebre grotta di Lourdes. Nell’oscurità, Albert vede una sorta di luce che si muove nell’aria, e la fa notare agli altri fanciulli, i quali la scorgono anch’essi e, spaventati, fuggono. La cosa si ripete il giorno successivo. Il 10 dicembre, accompagnati questa volta da adulti, tre dei giovinetti scorgono la Vergine e pregano. Nei giorni seguenti, salvo qualche interruzione, l’apparizione ricompare. La Vergine esorta volta a volta i ragazzi ad essere buoni, a pregare; alla domanda, perchè appaia in quel luogo, risponde: «perchè vi si venga in pellegrinaggio»; chiede che le venga costruita una cappella. Infine annunzia la sua prossima dipartita, e confida dei «segreti» a qualcuno dei giovani adoranti. Finalmente sparisce (3 gennaio 1933) per non più ricomparire. Giova osservare che non tutti e cinque i giovinetti hanno sempre visto o udito le medesime cose, che l’apparizione ha mutato varie volte aspetto, e che le frasi pronunziate hanno mantenuto sempre il carattere assai elementare di quelle più sopra riferite. Ad ogni modo, durante le manifestazioni e anche dopo, sono convenute a Beauraing moltissime persone. La sera degli « addii» si calcola che ve ne fossero circa 25.000.

Esposta così (ma naturalmente con maggior copia di particolari di quanto a noi non sia concesso) la cronistoria dei fatti, il Pascal li commenta con molto acume, riferendosi, per ciò che riguarda il punto di vista teorico generale, al suo precedente articolo su Ezquioga. Escluso l’inganno deliberato e cosciente (almeno per quanto riguarda i fatti fondamentali, e tenuto pur conto degli «abbellimenti» che i ragazzi possono aver recato via via ai loro racconti), il Pascal mostra chiaramente come l’ipotesi dell’allucinazione determinata da influenze suggestive sia quella che meglio soddisfa il ragionamento logico. I fanciulli avevano sentito parlare delle apparizioni portoghesi di Fatima; la giovane Fernande aveva nella sua camera una statuetta luminosa della Madonna di Lourdes, che la spaventava durante la notte, tanto che aveva chiesto a sua madre di toglierla; l’ambiente oscuro del parco, del convento, della grotta, erano certo propizi perchè una suggestione latente si esplicasse. Si aggiunga che sin dalle prime sere i ragazzi furono incoraggiati e confortati dal sentimento generale della popolazione di Beauraing, e da quello in particolare del dr. Maistriaux, cattolico fervente, e delle suore del convento. L’obiezione relativa al fatto che i fanciulli fossero abitualmente dei «normali» non regge di fronte a quanto si conosce del meccanismo delle allucinazioni, che possono verificarsi presso individui psichicamente sanissimi. Anche le caratteristiche dell’analgesia e dell’anestesia (controverse, d’altronde, in questo caso), che si sarebbero riscontrate presso i piccoli visionari, non provano evidentemente nulla a favore del carattere «soprannaturale» delle visioni. Queste, per contro, comportano una serie non lieve di difficoltà e di contraddizioni. A parte il carattere banale delle comunicazioni, cui abbiamo già accennato, sta il fatto che i fanciulli erano quanto mai sensibili alle suggestioni che via via ricevevano. Il 29 dicembre Fernande Voisin vede che la Vergine ha «un cuore d’oro»; gli altri quattro non vedono nulla, ma la sera dopo scorgono anch’essi il cuore; si fa notare ai visionari che è strano il fatto che la Vergine non abbia chiesto delle preghiere, e il giorno successivo Fernande sente l’apparizione che dice: «pregate, pregate molto »; il 5 dicembre, un vecchio prete di Beauraing osserva che la Vergine dovrebbe portare un rosario, e la sera del 6 tutti e cinque i ragazzi vedono un rosario luminoso al braccio dell’apparizione; e così via. Le descrizioni stesse divergono in vari punti, i ragazzi durante le visioni non hanno gli sguardi fissi nello stesso luogo dello spazio. Tutto ciò permette di concludere nel senso anzidetto, che si tratta cioè di una forma allucinatoria per cause suggestive ambientali e specifiche.

Giova dire, osserva ancora il Pascal, che la Chiesa come tale non si è affatto espressa circa le manifestazioni di Beauraing, mantenendo al riguardo la propria tradizionale ed altamente encomiabile prudenza; e che gli stessi sacerdoti che hanno dovuto o voluto pronunziarsi in merito non si trovano affatto d’accordo, perchè alcuni inclinano a interpretazioni naturalistiche, altri credono alla reale presenza sul posto della Vergine, e altri infine ritengono trattarsi di un intervento diabolico sotto false spoglie ….

Molto acutamente il Pascal fa notare poi che – anche in base ai testi cattolici fondamentali le apparizioni possono essere di due specie: vi può essere cioè tanto «formazione nell’aria circostante di una forma sensibile reale» (S. Tomaso, Summa, VI, 9, 76 a 8), oppure «impressione miracolosa nell’organo della vista, prodotta nell’immaginazione da Dio o dagli Angeli» (ibidem). Che non si tratti del primo caso lo prova assai semplicemente il fatto che l’apparizione non fu scorta che da quattro o cinque persone (in massima fanciulli), sulle varie migliaia che assistevano al fenomeno. E poiché questa è la regola in simili casi, anche il credente deve ammettere che «il veggente è sempre allucinato», in quanto scorge non già una realtà, ma un’immaginazione. «Sostenere il contrario » – scrive il Pascal – « è cadere in un materialismo grossolano (attribuire un corpo all’apparizione). Le differenze di apprezzamento non debbono dunque aversi se non circa la causa delle allucinazioni. Per il cattolico è la Vergine che allucina i fanciulli, per alcuni pochi è il demonio, per gli spiritisti sono gli spiriti. A nostro avviso, invece, le visioni sono provocate da cause puramente naturali ».

Consigliamo vivamente lo studio di questo saggio del Pascal, e di quello analogo relativo alle manifestazioni di Ezquioga, a tutti coloro cui interessino le ricerche di psicologia religiosa e quelle relative all’« anima della folla ».
EMILIO SERVADIO

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