Storia di un bicchiere
Luce e Ombra 1930

La stampa quotidiana ha lungamente, parlato del « fenomeno di Mineo », ossia di un bicchiere il quale, capovolto, si è mosso a più riprese da sopra una superficie piana, fermandosi sull’orlo; si è appannato, ha trasudato acqua, ecc. Crediamo opportuno dir la nostra in argomento, non tanto per informarne i lettori, che ne sapranno ormai più di noi, quanto perchè il caso si presta ad alcune inflessioni di carattere generale. Tralasciamo anche di occuparci delle solite sciocchezze scritte in proposito da giornalisti irresponsabili, che si sono impancati a parlare di sdoppiamenti animici e di telecinesi, senza probabilmente sapere se si trattava di anime di bottoni da camicia o di tele provenienti dalla Cina. Quel che più interessa è l’attitudine di taluni uomini di scienza, o sedicenti, o ritenuti tali: essi possono dividersi in due gruppi: quelli vicini e quelli lontani, rispetto al luogo delle manifestazioni; e distinto è stato pure il loro comportamento.
I primi si sono precipitati nella casa di Mineo come se vi fosse stato scoperto un tesoro. Non contenti delle relazioni di vari testimoni oculari, pretendevano di dirigere loro le esperienze, riprendendole ab ova, di sottoporre il malcapitato bicchiere a esami di ogni sorta, di portarlo in un gabinetto sperimentale o, se ciò era impossibile, di eliminare i padroni di casa, e così via.
I quali padroni di casa per un po’ cercarono di placare quei bollenti spiriti, poi si seccarono e li misero molto opportunamente alla porta!
Seconda serie: da lontano alcune altre brave persone ebbero notizia del fenomeno, e sorrisero: un bicchiere che si muove? Mais c’est l’enfance de l’art, per dei fisici, e sperimentali per giunta! Un piano inclinato e umido, un’opportuna variazione di temperatura nella stanza, un becco Bunsen, e il bicchiere n. 2 si appanna e, magari con una « spintarella », scivola per la pressione dell’aria calda all’interno,; giuntò sull’orlo, l’equilibrio si ristabilisce, e il recipiente cortese i ferma. Hop, voilà! Il bicchiere di Mineo può andarsi a nascondere.
La relazione di questa impressionante esperienza, per chi non ci credesse, apparsa sul grave Corriere della Sera, e ha fatto ridere anche i più profani tra i profani. Non ci voleva molto a capire, infatti, che ponendo ad arbitrio le condizioni del fenomeno, questo non doveva essere poi troppo difficile ad imitarsi. Ma l’ideatore di questo « numero » di illusionismo da laboratorio evidentemente non ci ha pensato. Qualcuno ha fatto quindi bene a ricordargli che le condizioni in cui il bicchiere n. 1 si era mosso non erano precisamente quelle del gabinetto di fisica: niente piano inclinato; niente riscaldamento artificiale; niente variazioni di temperatura nella stanza… Eppur si muove! Ma come sarà?!

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E’ veramente triste che ogni qualvolta si presentano fenomeni che potrebbero essere ascrivibili a infestazione, a medianità inconsapevole, ecc. non si riesca mai, proprio in Italia, a vederci chiaro, e ciò perchè da noi le ricerche psichiche son considerate ancora un dominio in cui ogni incompetente – giornalista, magnetizzatore da baraccone o professore universitario che sia può dir bravamente la sua. In altri paesi, in cui questi studi sono un po’ più avanti che da noi, determinati specialisti sono demandati immediatamente, magari dalle stesse Autorità, a indagare sui fatti e a riferire. Così possono aversi, se non altro, relazioni dettagliate, precise, intelligenti, e i fenomeni, considerati con le debite cautele, possono venir osservati a più riprese, studiati a fondo, registrati, fotografati. Da noi si comincia col far di tutto per rompere il delicato equilibrio secondo cui si svolgono le manifestazioni; i giornali stampano sciocchezze su sciocchezze; gli incompetenti gridano e polemizzano… E quando le acque si calmano e qualche persona di giudizio potrebbe occuparsi della questione, viene per lo più a mancare l’oggetto stesso dell’indagine, cioè il fenomeno.
Il rimedio? Noi ne avremmo non uno, ma una serie da proporre; sennonché l’amico Direttore non ci concederebbe lo spazio ad hoc. E poi, a che pro? Finché non ci sono i buoi, è inutile comprar l’aratro, per usare una similitudine agricola, che verrà particolarmente apprezzata in quest’anno Virgiliano.
EMILIO SERVADIO.

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