Prefazione a Vita di medium di E.J.Garrett
Astrolabio, Roma 1948

Non sono molto frequenti i casi in cui un «medium» o un «sensitivo» riferiscono sulle proprie esperienze metapsichiche. I nomi che primi ci sovvengono al riguardo sono quelli di D. D. Home di Elisabetta D’Espérance e di Pascal Forthuny. Tuttavia questi soggetti non ebbero, come l’Autrice del libro che qui presentiamo, la sorte singolare di essere sottoposti a indagini e vagli scientifici accurati, e di partecipare tanto assiduamente alla ricerca metapsichica in qualità sia di osservati, sia di osservatori.
La quasi continua simultaneità di questi due atteggia in enti costituisce uno dei pregi maggiori del libro della signora Garrett: della quale non saranno mai abbastanza apprezzate l’abnegazione e la pazienza con cui si è sottoposta a tutte le esigenze – e qualche volta, diciamolo pure, anche alle fantasie – degli scienziati che sperimentarono con lei.
Rispettosissima della dignità della scienza e dei suoi rappresentanti, la signora Garrett riserva tuttavia il suo giudizio circa le conclusioni cui certi studiosi sono giunti nei suoi riguardi. E’ quanto mai interessante, ad esempio, ciò che essa scrive sul «fallimento» delle sue prove fatte col Rhine le quali, per una «sensitiva» della sua forza, avrebbero dovuto apparentemente costituire un gioco da ragazzi! Le facoltà metapsichiche, nel loro assieme, sfuggono ancora in parte ai più ingegnosi schemi escogitati per «inquadrarle». Ciò si può dedurre abbastanza facilmente da diverse esperienze autobiografiche della celebre medium inglese.
L’Autrice di questo libro ha scritto con assoluta spontaneità e indipendenza, rivelando una personalità eccezionalmente fine, coraggiosa, ansiosa di verità e di luce. Il suo atteggiamento, ad esempio, verso le «personalità» medianiche di trance, mostra una mentalità quanto mai aperta, e assai diversa, bisogna riconoscerlo, da quella di molti altri soggetti, troppo inclini ad accettare prima facie tutto ciò che appare alla loro immaginazione, o che viene loro suggerito da gente credula, e priva di preparazione scientifica.
Come medium, s’intende, la signora Garrett non può che descriverci le proprie esperienze interiori. E’ ovvio, quindi, che diverse indicazioni relative alle sue percezioni di trance non vanno senz’altro prese come rispondenti a verità nette ed obiettive. Sono, evidentemente, da considerarsi press’a poco come le descrizioni di chi, a un chiarore incerto ed oscillante, provasse a trasmettere le proprie impressioni visive a dei ciechi nati. Tuttavia parecchie «visioni» metapsichiche della signora Garrett andranno tenute presenti nelle indagini avvenire, poiché qualunque sia il loro grado di realtà, esse esprimono comunque una certa realtà, candidamente e onestamente confessata; e trascurarle sarebbe ancora più sciocco che prescindere, nello studio di un mistico, dalle sue esperienze religiose.
Emilio Servadio

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