Perché molte donne si rivolgono ai veggenti
Arianna novembre 1969

L’occultismo spicciolo, e le presunte qualità di alcuni sedicenti «maghi», hanno una presa particolare e spesso immeritata.

E’ stato constatato che le donne, assai più degli uomini, sono attirate da veggenti, cartomanti e in genere da tutto ciò che sa di occulto. Un esempio lo troviamo nelle rubriche « occultistiche » di certi settimanali: sette risposte su dieci, in media, sono date dal sedicente « mago » a signore o signorine. Taluni « veggenti »· hanno poi una clientela prevalentemente femminile, in cui figurano spesso parecchie rappresentanti della cosiddetta « alta società », e un numero non indifferente di attrici più o meno famose (ce, n’è una di cui si sa che non dà inizio a un film senza aver consultato il suo astrologo di fiducia).
Ma se il fatto è assodato ed evidente, non sono altrettanto evidenti le sue motivazioni. A nostro avviso, queste vanno cercate tanto sul piano sociale quanto su quello individuale, cosicché il fenomeno non si può spiegare se non come il risultato di più componenti.
Ancor oggi la donna, in vaste aree di cultura, è – o si sente – meno difesa e più sprovveduta dell’uomo. Da qui la sua più accentuata ricerca di protezione e di rassicurazione a tutti i livelli, e nei riguardi delle più svariate categorie di persone: dal medico al confessore, dall’avvocato allo psicoanalista, dall’attore celebre all’astrologo o al chiromante. Assai più dell’uomo, la donna sente il bisogno di confidarsi e di chiedere orientamenti o sostegni; e quando ricorre al « mago », ciò avviene in genere non perché sia spinta soltanto da vaga curiosità, ma perché ha bisogno di aiuto.
Questa esigenza, tuttavia, non basterebbe a dirigere tanto sovente la donna verso il gabinetto di consultazione del « mago » X o del veggente Y, se non l’accompagnasse un’altra caratteristica della psiche femminile, che prescinde assai di più dalle condizioni ambientali e dalla posizione della donna in una data società: vogliamo dire la maggiore « irrazionalità » dei processi di pensiero femminili in confronto a quelli maschili. Si noti bene che questa indicazione non implica alcun deprezzamento o giudizio negativo: sappiamo bene che la « ragion pura »· e la logica sono spesso impotenti, laddove l’intuizione e il gesto irrazionale non di rado portano alla vittoria. Però tutti sanno che di fronte a certe sequenze o a certi accostamenti illogici l’uomo sovente si arresta, mentre la donna può procedere imperterrita. Ora sta di fatto che un certo tipo di « occultismo » spicciolo, com’è quello dei « maghi » o delle cartomanti che fanno la pubblicità negli avvisi economici dei giornali, si fonda su premesse e su presupposti del tutto privi di razionalità. E’ irrazionale che la disposizione di certe carte da giuoco su un tavolo abbia rapporto con ciò che accade, o che deve ancora accadere, a una determinata persona. E’ irrazionale che il modo in cui un tale sporca d’inchiostro un foglio di carta riveli qualcosa sui suoi amori o sui suoi affari. E’ irrazionale che un cosiddetto « mago», tenendo in mano un pendolino, o guardando in una sfera di cristallo, dica a un’attrice derubata quanti siano stati i ladri, quale direzione abbiano preso, e quando potrà rientrare in possesso dei suoi gioielli.
C’è dunque a nostro parere un’« eccedenza femminile », in quel largo margine di irrazionalità che spinge ancor oggi moltissime persone (uomini e donne) a consultare indovini, a credere negli oroscopi, ad accogliere in fondo – magari mostrando agli altri di sorriderne – quanto viene offerto loro sotto l’insegna del misterioso, del profetico, del « paranormale ». Il compianto etnologo italiano Ernesto De Martino scrisse un giorno che alle riunioni anche più serie delle società di parapsicologia si potevano vedere, accanto agli studiosi scientificamente impegnati, molte « gentili signore in cerca di emozioni ». Varie volte ci siamo trovati, in casi del genere, nella necessità di dover spiegare che il vero interesse per la parapsicologia doveva avere carattere rigorosamente scientifico. e proprio nulla di comune con la predetta « ricerca di emozioni ». A non poche signore, in particolare, abbiamo fatto più volte notare che i moderni criteri di ricerca in parapsicologia sono altrettanto rigorosi quanto quelli della sperimentazione in chimica o in fisica.
Ma tutto ciò – ripetiamo – per molte donne non è un argomento. Esse convengono in genere, se ci pensano a mente fredda, che due più due faccia quattro: ma specie in certi momenti di tensione psicologica possono dimenticarlo, e « sperate » che due più due possa fare cinque! Su questo aspetto della psicologia di non poche donne puntano con relativa sicurezza molti individui, compresi quei « maghi » che si sono specializzati nel dare consultazioni e responsi a fitte schiere di ammiratrici (paganti).
Emilio Servadio

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