Fenomeni fisici parzialmente volontari.
Luce e Ombra 1933

Nel fascicolo di ottobre del «Journal» dell’American S.P.R. sono apparsi due articoli quanto mai interessanti su alcuni fenomeni fisici prodotti più o meno volontariamente dal medium Dr. P. S. Haley. di San Francisco (California). L’interesse di queste relazioni è triplice: anzitutto perchè è rarissimo il caso che un soggetto possa produrre fenomeni fisici, anche assai modesti, contribuendovi con la propria volontà e in buone condizioni di controllo; secondariamente perchè uno dei due articoli menzionati è dello stesso Dr. Haley, che riferisce anche su alcune proprie impressioni soggettive durante lo svolgersi delle manifestazioni; in terzo luogo perchè il Dr. Haley è persona assai colta e intelligente, versata nello studio dei fenomeni metapsichici. presidente della California Psychical Research Society e autore di pregevoli relazioni su altri medium a effetti fisici, da lui studiati. Ricordiamo a questo proposito che una serie di osservazioni del Dr. Haley sul medium M. J. Williams fu da noi riassunta nel fascicolo di ottobre, 1931, della rivista «Luce e Ombra».

Il primo dei due articoli in questione è firmato Earl Gilmore, «testimonio oculare». Egli riferisce di aver preso parte a numerose sedute con lo Haley in una nuda stanza della casa di questi, con i muri in cemento e il pavimento in legno, insieme con vari altri sperimentatori, negli ultimi mesi del 1932 e nei primi tre dell’anno corrente.

Le sedute, di cui il Gilmore riferisce globalmente, si tenevano dalle 8-8,30 pomeridiane in poi. TI medium si poneva in un angolo della stanza, volgendo le spalle alle tende oscure di un «gabinetto». Gli osservatori gli stavano vicino in semicerchio, e alcuni avevano i ginocchi quasi a contatto con i suoi. La luce era bassa, perchè una semi-oscurità era richiesta da alcuni tra gli stessi fenomeni prodotti; ma la silhouette del medium era visibile sin dall’inizio, e la si scorgeva sempre più chiaramente mano a mano che gli occhi si abituavano alla penombra.

Prima di ogni esperienza, il Dr. Hale spiegava ciò che avrebbe tentato di ottenere: l’ipotesi della suggestione, che potrebbe in proposito affacciarsi, viene respinta dalla pluralità delle testimonianze, dalla loro concordanza per ciò che riguarda i fenomeni osservati, e dalla saltuarietà di questi, che non sempre si producevano secondo l’esatta volontà del soggetto.

Le principali manifestazioni presenziate vengono raggruppate dal Gilmore nell’ordine seguente:

A) Esteriorizzazione di « luci entoptiche » visualizzate interiormente dal medium: dopo qualche minuto dall’inizio della seduta una nebulosità argentea veniva scorta davanti al volto del soggetto. Avvicinando la mano, si percepiva un senso di freddo e come una ragnatela che l’avvolgesse.

B) Progressiva diminuzione di visibilità del corpo del medium.

Gli osservatori videro come una specie di velo nero sorgere alla sinistra del medium e spostarsi verso destra sino ad occultarlo completamente. Questo velo densissimo fu seguito da uno meno denso, che lasciava scorgere il profilo del soggetto sempre immobile al proprio posto. Quindi il velo più fitto tornò a nasconderlo. Questa successione ritmica di scomparsa e ricomparsa si ebbe per il tempo desiderato dagli sperimentatori addetti al controllo.

C) Manifestazioni ectoplasmiche aventi origine dagli orifizi del cranio: la sostanza coperse interamente la sommità del capo dei soggetto e l’orecchio sinistro, dissolvendosi poi gradatamente alla luce.

D) Proiezioni del corpo eterico» del medium verso l’uno o l’altro degli astanti. Questi videro nebule bluastre o grigie avvicinarsi volta a volta alle singole persone, ed ebbero talora successivamente l’impressione di venir toccati.

E) Variazioni nella statura del medium: allungamenti e accorciamenti ritmici della parte superiore del suo corpo, particolarmente della testa.

F) Parziale sdoppiamento del corpo del soggetto, non mai giunto però a una bilocazione totale.

G) Materializzazione di forme-pensiero (non accertate sufficientemente dal relatore, che non si pronunzia al riguardo) e di «entità», sotto forma di volti o di figure che si sovrapponevano al corpo del medium e che durarono sino ad un minuto, mentre altre volte si succedettero con straordinaria rapidità. Queste furono perfettamente constatate dal Gilmore, che ne descrive sommariamente l’aspetto.

Il relatore fornisce alcuni particolari sulle fotografie da lui prese in tali sedute. Esse non si prestano alla riproduzione, e non vengono perciò pubblicate dalla rivista, pure rimanendo a disposizione degli interessati presso la sede dell’A.S.P. R.

A questo resoconto il Dr. Haley fa seguire alcune osservazioni personali, soffermandosi anzitutto sui metodi da lui adoprati per fotografare le sue stesse emanazioni. Egli ha proceduto induttivamente nell’accertamento dell’anzi descritta esteriorizzazione delle « luci entoptiche », invocando la testimonianza di altre persone ogniqualvolta aveva l’impressione che le «luci» assumessero una consistenza obiettiva. Il Dr. Haley crede di dover localizzare nella zona occipitale la sorgente di queste emanazioni, e ritiene che i fenomeni obbediscano a ((ritmi di serie», variabili a seconda dei soggetti. Circa il suo stato, dichiara di non esser mai caduto in una vera «trance» . Anch’egli descrive una serie di fotografie, primamente intese ad illustrare il suo resoconto: fotografie che invece non accompagnano l’articolo, e sulle quali quindi non ci dilungheremo. Nella relazione del Dr. Haley si rileva una fredda obiettività e rigorosità di esposizione, quasiché si trattasse di fenomeni da lui studiati su altri soggetti.

Non occorre insistere sull’interesse che presentano accertamenti di questo genere anche dal punto di vista dimostrativo. Se nuovi resoconti, come è sperabile, seguiranno, ne terremo accuratamente informati i lettori.

EMILIO SERVADIO.

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