Fenomeni persecutori contro un giovane medium indiano
Luce e Ombra 1930

Nel numero 11, 1929, di « Luce e Ombra », abbiamo già dato notizia degli strani e allarmanti fenomeni a carattere persecutorio aventi come protagonista e come vittima un bimbo decenne, Damodar Ketkar, di nazionalità indiana. Aggiungevamo che il fanciullo era stato condotto in Inghilterra da miss H. Kohn, sorella della sua madre adottiva, per essere studiato a cura del National Laboratory of Psychal Research.
La stessa sig.na Kahn espone ora (numeri di marzo, aprile, maggio della rivista « Psychich Research ») lo svolgersi dei fenomeni, dal luglio 1928 al luglio 1929. L’ampia ed accuratissima relazione non è ancora terminata mentre scriviamo, e sarà presumibilmente seguita da quella personale del direttore del N. L. P. R., Harry Price. Ci riserviamo di scrivere ampiamente a suo tempo (se del caso in un articolo a parte), intorno a queste manifestazioni, che superano di parecchio, per la loro intensità e insistenza, e per il loro carattere di sistematica persecuzione, i comuni chiassosi fenomeni di Poltergeister, spesso del tutto inoffensivi. Qui ricorderemo semplicemente e genericamente alcuni fatti nell’ordine in cui li espone l’autrice: spostamenti di oggetti anche pesantissimi, alcune volte in modo lento e perfettamente visibile ; apparizione e sparizione subitanea di monete o altri piccoli oggetti ; carattere distruttorio di varie manifestazioni telecinetiche: talvolta gli oggetti sono scagliati con violenza contro i presenti o contro il medium piogge di oggetti minuti ; apparizione e sparizione dello stesso medium in una stanza; cibi e bevande vengono sistematicamente sottratti al Ketkar a malgrado dei suoi sforzi per nutrirsi; levitazione del medium; oggetti fragili scagliati con violenza rallentano nell’ultima parte del percorso e si posano senza rompersi, ecc., ecc.: di ognuno di questi casi si hanno diecine di esempi, alla presenza di più testimoni, in pieno giorno, ecc., e con una tale varietà di svolgimento da dare la nettissima impressione che si tratti di un’ « entità » autonoma e consapevolmente operante.
Emilio Servadio

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