Metapsichica e visione della vita
Luce e Ombra 1930

Traduciamo deliberatamente così il titolo « Okkultismus und Weltanschauung» sotto il quale Kurt Aram pubblica un’interessante rassegna bibliografica nel numero di dicembre della rivista « Die Literatur » e non per la ragione ben nota che i tedeschi definiscono per lo più con Okkultismus ciò che noi abitualmente indichiamo con Metapsichica, ma perchè quest’ultima parola ci sembra l’unica che possa designare l’elemento metascientifico e metafilosofico che il pensiero moderno va gradatamente riconoscendo come essenziale alle sue sintesi in fieri. Le rivoluzioni, d’incalcolabile portata che si sono compiute e si compiono in seno a quanto costituiva sino a ieri il fondamento medesimo delle scienze fisico-chimiche, biologiche, astronomiche, ecc., non possono certo esser considerate come avvenute o in via di avvenire « fuori di noi ». In questo senso la Metapsichica, come quella che forse vorrà esprimere, chiarificare, regolare su un piano di autocoscienza tali apparenti trasformazioni del mondo empirico, potrebbe veramente essere la Scienza di domani, quella che compirebbe e riassumerebbe l’unità verso la quale le scienze e in genere le attività dei pensiero sono incamminate. Non è quindi del tutto arbitraria l’assunzione in anticipo di questo termine, in mancanza di un altro che possa designare ad un tempo le « frequenze » della nuova astrologia e le ipotesi matematico-teologiche di Eddington, le illazioni antropogenetiche di un Wirth e quelle ultrafisiche di un Lodge. Anche per chi non sia idealista, e attribuisca un’esistenza reale alle « ombre » della caverna platonica, tale «assunzione in anticipo » dovrebbe apparire legittima, in quanto è pur sempre un allargamento delle facoltà conoscitive dell’Io quello che ci permette di « vedere il mondo » con occhi diversi da quelli di ieri.
Kurt Aram, autore di un’opera eruditissima e piena di vedute geniali, Magie und Mystik in Vergangenheit und Gegenwart, che recensiremo compiutamente in uno dei prossimi fascicoli, riassume anzitutto in poche righe, nel citato articolo, il processo a quel «concettualizzare », a quell’attenersi alla logica formale, proprio del pensiero moderno in contrapposizione a quello dell’antichità; quindi ricorda alcune delle moderne vedute sulla costituzione della materia e in particolare del corpo umano, riassunte attraverso comprensive citazioni da Eddington e da Whitehead, per insistere infine particolarmente sulle ricerche intorno alle antichissime civiltà e alle culture primitive (qui l’Autore indubbiamente si riferisce, pur senza nominarli, al Wirth, al Dacqué e forse anche al Bachhofen), oggi riesposte e commentate in un libro di Eugen Georg: Werschollene Kulturen. Das Menschheitserlebnis, Ablauf unii Deutungsversuck. Su quest’opera lungamente si sofferma l’Aram, lodandone il coraggioso sintetismo, riassumendone la tesi « intuizionistica » (propria allo stesso libro dell’A.), e citandone tra l’altro il seguente periodo, in verità degno di meditazione: « I vuoti tra i numeri, le separazioni tra gli atomi, gli intervalli tra gli avvenimenti son riempiti dal l’infinitamente piccola Differenza. Questa Differenza infinitesima discende da un mondo trascendente, ed è l’incomprensibile Qualità, che s’inserisce nella quotidiana Quantità, il componente magico di ogni accadimento fenomenico, l’Imponderabile mediante il quale l’Irrazionale e il Metalogico s’introducono nel Razionale e nel Logico… Sui più bassi gradini (della conoscenza scientifica) stanno le scienze naturali; sui più alti le scienze occulte, la parafisica, la metapsichica; esse vengono superate e incoronate dalla Magia… Dove compare la Psiche, che cambia e foggia la sostanza, si aggiunge un nesso causale ancora più enigmatico tra impressione sensoriale e mondo organico. Il regno della scienza fenomenistica sta per finire: comincia quello della fisica e della biologia occulte e magiche » : idee queste, che sebbene espresse in forma eloquente e paradossale, racchiudono gran parte di vero, e attestano comunque della gravissima crisi di tutto il pensiero scientifico-razionalistico moderno.
Di due romanzi a sfondo occultistico o metascientifico (Tod uber der Welt, di Theodor H. Meyer e Des Tieres Fall, di Fritz Reck-Malleczewen) l’Aram mette sopratutto in rilievo la consapevolezza, ch’essi rivelano, di alcuni problemi culturali o filosofico-sociali che appassionano molti studiosi moderni: i culti primitivi contro e sud-americani (quelli messicani in ispecie) nei primo; il progressivo dominio della macchina sull’uomo, nel secondo. Più a lungo si sofferma l’autore sulla traduzione tedesca della nota opera astrologica dell’Allendy, che i lettori probabilmente conosceranno e su cui quindi non giova soffermarsi. Anche qui, il metodo statistico e l’indagine obbiettiva hanno portato a dover riconoscere un qualche fondamento a dottrine che sembravano incompatibili con l’odierna mentalità scientifica.
Con un cenno al volume di Hans Stein sui Charakterlypen e alla vita del barone di Reichenbach, descritta in un fortunato libro di Hans Strobl: Od. Die Entdeckung des magischen Menschen, si chiude lo scritto intelligente e misurato dell’Aram, dal quale può desumersi quanto sia rapido, e come si estenda in larghezza oltreché in profondità, un movimento di cui solo i miopi e i cattedratici seguitano a non volersi accorgere, e che fatalmente dovrà travolgerli: movimento che in ogni campo dell’attività umana, e più chiaramente nelle zone più « filtrate » e consapevoli di questa attività, tende a nulla meno che a trasformare dalla base il nostro pensiero, le nostre azioni, in una parola, la nostra stessa vita.
EMILIO SERVADIO.

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