La relazione del dott. Hamilton al Congresso della « British Medical Association ».
Luce e Ombra 1931

La rivista « Psychic Science » (gennaio 1931) pubblica il testo integrale della relazione del dott. T. Glen Hamilton sulle ormai celebri esperienze di Winnipeg: relazione tenuta il 27 agosto u. s. al Congresso della « British Medical Association » (cfr. « Luce e Ombra», 1930, n. 11). Ci sembra opportuno riferirne, in quanto essa dimostra l’enorme importanza ormai assunta dagli studi sui fenomeni ectoplasmici nel campo sperimentale metapsichico. Infatti, sia che si faccia convergere l’osservazione sulla genesi della « sostanza » ectoplasmica, come il dott. Osty e i sui diretti, collaboratori., sia che si tenti di sorprenderne il processo e l’evoluzione, attraverso le formazioni amorfe o abbozzate sino alle perfette materializzazioni tridimensionali, come il dott. Hamilton e il gruppo di studiosi che lo coadiuvano, è evidente il sempre più alto grado di certezza scientifica che si va oggi conquistando in tale materia, e il contributo incalcolabile che queste audaci ricerche stanno arrecando agli studi biologici e fisico-chimici. Per conto nostro, ci auguriamo soltanto che coloro i quali hanno ancora gli occhi tappati da pregiudizi di scuola o di sistema, li aprano con una certa qual sollecitudine; per non dover poi dichiarare, volenti o nolenti, di esser stati superati e sopraffatti da una realtà non saputa riconoscere in tempo opportuno.
Dopo aver ricordato come alcuni elementi d’indole non scientifica inibiscano ancor oggi a molti uomini di scienza di occuparsi dei fenomeni medianici, e particolarmente il fatto che tali fenomeni appaiono costantemente dominati e diretti da «personificazioni nascoste », il dott. Hamilton dichiara che non si può prescindere da queste « personificazioni », e che il metapsichista deve accettare i fenomeni come gli si presentano, o abbandonarne lo studio, Anche se, perciò, egli deve « soffrire per un certo periodo la riprovazione dei suoi colleghi, la sopporti con equanimità, sapendo di combattere insieme a due alleati invincibili: la verità e il tempo ».
Il dott. Hamilton passa quindi in rassegna i principali risultati sin qui conseguiti in tema di medianità fisica, e ricorda particolarmente come sorsero e si svilupparono le ricerche sull’ «ectoplasma » ad opera dello Schrenck- Notzing, di M.me Bisson, del Crawford, del Richet e del Geley. Costoro, dice, debbono esser considerati come i principali fondatori di questo nuovo ramo, forse il più importante, delle scienze metapsichiche ». Egli cita ancora, tra gli studi più recenti in materia, quelli compiuti negli Stati Uniti d’America col concorso della medium Margery: studi che hanno «accertato molte nuove e singolari modalità della sostanza teleplasmica ».
Intorno alla « sostanza » in sé considerata, il relatore ricorda le efficaci descrizioni lasciatene dal Geley nel suo volume L’ectoplasmie et la clairvoyance; passa quindi a descrivere sommariamente i fenomeni ectoplasmici studiati dal gruppo di Winnipeg, insistendo sul totale disinteresse dei medium esaminati, sullo spirito assolutamente e freddamente scientifico col quale furono condotte le sedute, sul rigoroso controllo continuamente esercitato, sulla precisione e abbondanza della registrazione fotografica, alla quale furono adibiti contemporaneamente da sei a dodici apparecchi di tipo diverso e con ogni specie di obbiettivi. La sostanza ectoplasmica prodotta dalla medium Mary M. venne emessa soprattutto dagli orifizi della faccia ( su 30 produzioni fotografate) e rivela un processo di graduale condensazione, già notato dal Geley e da altri. I teleplasmi si dividono in amorfi, semi-organizzati e organizzati; gli amorfi hanno un aspetto cotonoso, oppure pastoso; talvolta entrambi gli aspetti qualitativi sono commisti. Lo straordinario candore della sostanza rivela una forte emissione di radiazioni attiniche; essa è di solito assai densa e la sua quantità è sempre notevole.
Le formazioni semi-organizzate sono, dice il dott. Hamilton, «uniche negli annali delle ricerche sull’ectoplasma » e rivelano indubbiamente una specie di influenza meccanicistica sopranormale», imitando spesso oggetti svariati come medaglioni, collane, pendentifs ecc. (formazioni ornamentali), o assumendo l’aspetto di ectoplasmi utilitari (fili di contatto con una suoneria, supporti, trombe come per emissioni sonore ecc.). Quelle organizzate sono, in massima, rappresentazioni di volti umani, quasi tutti in miniatura, perfettamente delineati e tridimensionali. Essi sono sempre ravvolti dalla sostanza nel suo stato amorfo, « in tal maniera da indicare il loro originario formarsi entro una capsula di sostanza materializzata, la quale poi, schiudendosi, rivela la faccia che vi era prima contenuta ». Il dottor Hamilton sembra accedere all’opinione del Geley, secondo cui si avrebbe qui un processo embriogenetico uguale a quello della generazione normale.
Il relatore accenna quindi, da un punto di vista strettamente medico, ai vari stati psicofisiologici attraversati dalla medium durante queste esperienze: stati che dimostrano l’assoluta genuinità della sua trance, e conclude ricordando ancora una volta come non si possa mai prescindere, nell’esame di questi e di analoghi fenomeni, dalle « personificazioni » già menzionate, sia che si voglia attribuir loro un’esistenza autonoma, sia che si preferisca considerarle come creazioni subconscie del medium. Termina quindi opportunamente ricordando le parole pronunziate nel 1898 da William Crookes, all’Associazione Britannica per il Progresso delle Scienze: « Con fermezza, senza piegare, noi lottiamo per penetrare nell’intimo della Natura, per ricostruire, da ciò che essa è, quello che essa è stata, e per prevedere quello che sarà. Abbiamo sollevato un velo dopo l’altro, e il suo volto diviene più bello, augusto e meraviglioso per ogni barriera caduta ».
Emilio Servadio

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