Sui medium a effetti fisici.
Luce e Ombra 1933

Il nostro illustre amico Cesare Vesme affronta con la sua ben nota competenza, e col buon senso che molti potrebbero invidiargli, il tema: « Perchè siamo in Francia privi di medium a effetti fisici? » (« Psychica », fascicolo del 15 agosto ultimo). La domanda ha i suoi riflessi anche per ciò che riguarda il nostro Paese; e le osservazioni del Vesme, poi, valgono genericamente per tutti.
La prima difficoltà che il Vesme considera, è quella finanziaria; se ci son pochi medium in casa, occorrerebbe farli venire da fuori; e di questi tempi la cosa non è semplice. Coltivare i medium casalinghi, allora; e qui il Vesme prende la difesa degli ambienti spiritistici, come quelli che soli, finora, hanno « allevato » dei medium. « I metapsichisti antispiritisti », egli scrive, « non hanno mai formato un medium; hanno dovuto servirsi di quelli le cui facoltà latenti erano state scoperte e sviluppate dagli spiritisti ». E più sopra: «I metapsichisti non-spiritisti che son riusciti ad assistere a fenomeni medianici notevoli sono stati tutti degli psicologi molto fini, che hanno saputo nascondere con abilità sempre guardinga le loro convinzioni non spiritiste. Tali, p. es. Lombroso (prima della sua conversione allo spiritismo), Charles Richet, Ochorowicz, Maxwell, Schrenck-Notzing, ecc. ». E’ evidente che il « clima emozionale» dello spiritismo è quello che più si confà ai medium. Pretender d’ignorarlo, scrive il Vesme, è lo stesso che pretendere che una pianta delicata possa vivere se la si priva dei succo che le è necessario.
E anziché creare intorno ai medium una corrente di simpatia, in questi ultimi anni – prosegue il Vesme – si è formato nei loro riguardi una specie di regime terrorista (v. casi Price, campagna Prince, condotta della S.P.R., e tutto l’insieme di circostanze e di atteggiamenti per cui in queste stesse colonne tanto Antonio Bruers che lo scrivente si sono a più riprese battuti). In Francia, poi, osserva il Vesme, i medium a effetti fisici sono assolutamente scomparsi dopo la campagna di Paul Heuzé e l’adesione di quelli che son rimasti convinti da lui.
Il Vesme considera poi la questione della frode, e cerca per l’ennesima volta di ribadire un argomento su cui noi stessi tanto frequentemente abbiamo battuto: quello cioè della non-condannabilità di un medium che abbia frodato, ma dal quale si siano avuti o sia lecito attendersi anche fenomeni genuini. Ma come fare, se alcuni tra gli stessi metapsichisti sono certi e convinti che nella medianità fisica non vi sia altro che frode? Come fare, se si continua qua e là a «smascherare» violentemente dei soggetti, alcuni dei quali saranno senza dubbio degli impostori puri e semplici, ma di cui altri sono probabilmente dotati di genuine facoltà che in tal modo vengono annullate per sempre?
E con tutto ciò, termina il Vesme, ci si domanda perchè mancano i medium a effetti fisici, e si dà la colpa alla razza o al clima…
EMILIO SERVADIO.

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