Il caso Mirabelli, ovvero la realtà romanzesca
Luce e Ombra 1930

Ma sarà poi realtà? Il severo e attendibilissimo Dingwall non giunge ad alcuna conclusione, dopo aver passato in rassegna tutto quanto si sa o si crede di sapere intorno a questo super medium («Psychic Research» di luglio). Certo, anche se la metà soltanto di quel che si dice sul suo conto fosse vero, Carlo Mirabelli, nato in Brasile quarantadue anni fa da genitori italiani, si sarebbe rivelato un soggetto di gran lunga superiore a Home, alla Paladino o a Rudi Schneider. Al suo confronto, questi grandi medium farebbero anzi una ben magra figura…
Impiegato dapprima nella ditta Villaca di S. Paolo, Carlo Mirabelli cominciò quivi a manifestare le proprie facoltà medi’aniche tanto che il suo direttore, MartinPontes, lo fece esaminare da un gruppo di medici, tra cui il ben noto Everardo de Souza: le conclusioni affermative diedero luogo ad altre inchieste a Rio de Janeiro e a S. Paulo, e le relazioni ammisero come accertati, tra gli altri, i seguenti fenomeni: materializzazioni complete di defunti; levitazione e trasporto del medium dalla stazione di Luz (S. Paulo) a S. Vicente (circa 90 chilometri) in due minuti (controllata da testimoni oculari e da comunicazioni telefoniche); levitazione, durata tre minuti, in un’automobile pubblica; telecinesi varie e prolungate in un negozio di droghiere (Rua XV de Novembre, 4, S. Paulo); suono spontaneo di un’istrumento in casa del dr. A. Seabra; suoni di trombe e telecinesi di bicchieri e bottiglie secondo il ritmo e la musica di una marcia militare, in occa-sione di una festa nazionale; asporto di un cappello, per mano invisibile, in piena luce e in pubblica piazza (sig. Antonio Cantarello) ; telecinesi di palle di bigliardo; incombustibilità del medium, dimostrata in varie occasioni, ecc. ecc.
A queste prime relazioni seguirono numerosissime controversie, e persino un processo per esercizio abusivo della medicina, nel quale il Mirabelli fu assolto. I suoi amici pubblicarono una dichiarazione dalla quale risultava che nessuno aveva mai colto in frode il M.; e uomini di ogni classe sociale testimoniarono in suo favore. L’Accademia di Studi Psichici « Cesare Lombroso » intraprese allora uno studio sistematico di questa eccezionale medianità, e pubblicò le sue relazioni nel 1926.
Il Dingwall avverte anzitutto che dei fenomeni osservati col Mirabelli la massima parte è avvenuta alla piena luce del giorno, oppure al chiarore di potenti lampade elettriche; divide quindi i fenomeni stessi in tre classi principali: la scrittura automatica in 28 lingue diverse, e la xenoglossia in 26, tra cui latino, persiano, cinese, giapponese ecc., e molte lingue africane e orientali; e i fenomeni fisici, tra cui raps, materializzazioni parziali o compiete, con perfetta costituzione anatomica, e smaterializzazioni. Furono tenute 392 sedute, tra cui 337 positive (solo 16, peraltro, con fenomeni fisici); vi assistettero in totale 555 persone, tra cui 105 stranieri. Tra le modificazioni fisiologiche presentate dal medium durante le esperienze vanno menzionate le alterazioni della temperatura (da 36.2 a 40.2) e delle pulsazioni (da 48 a 155). Delle materializzazioni ricordiamo soltanto quella della figlia del dott. De Souza, completa e parlante, rimasta alla vista degli astanti, in piena luce diurna, per ben 36 minuti; e quella del vescovo Camargo Barros, completamente vestito degli abiti ecclesiastici, che anch’egli parlò agli sperimentatori, dissolvendosi poi gradualmente (notevole lo squisito profumo di rose che accompagnò il principio e la fine della manifestazione). Il medium era controllato strettamente da due persone, e molte altre precauzioni contro la frode erano state prese.
In altra occasione si materializzò un fantasma che si dissolse appena toccato da uno dei presenti, il quale aveva tentato di afferrano. Troppo lungo sarebbe riassumere tutti gli altri fenomeni, che il Dingwall ricorda con sufficiente ampiezza, accennando poi alle differenze sostanziali tra queste manifestazioni e quelle di altri famosi medium a effetti fisici. Il Dingwall discute quindi circa la mancanza di sistema di queste sedute: mancanza, la quale non permette di accettane senz’altro. Una quantità di elementi non scientifici si sono infiltrati in queste, come in tante altre esperienze, e le viziano senza rimedio. In conclusione, egli scrive, è impossibile respingere in blocco queste relazioni, così come è impossibile accettarle totalmente. « E chiaro che vi furono dei fenomeni, i quali furono descritti nel modo anzi esposto da coloro che ci assistettero. Quali furono questi fenomeni? La risposta dev’essere lasciata ai lettori. Che il caso, in complesso, abbia un enorme importanza, non potrà non riconoscersi da chiunque sia al corrente della storia della fenomenologia fisica paranormale ».
All’articolo del Dingwall segue una relazione desunta dalla «Zeitschrift für Parapsychologie », che aggiunge nuovi particolari a quelli menzionati, specialmente per quanto concerne la scrittura e i discorsi in lingue straniere, e alcune materializzazioni, delle quali furono prese parecchie fotografie. Il Mirabelli ha scritto in brevissimo tempo pagine e pagine nelle lingue più diverse, tra cui, oltre a quelle già dette, l’Ebraico, il Siriaco, il Geroglifico, ecc.
La « Zeitschrift » (agosto 1927) concludeva ritenendo assolutamente necessario che il Mirabelli venisse esaminato in Europa. E molto probabile che, in questo caso, gran parte dell’alone che attualmente lo circonda svanirebbe; ma d’altra parte noi abbiamo quasi il presentimento che il « caso Mirabelli » resterà confinato all’America del Sud, e che le notizie ché ulteriormente ne avremo ci giungeranno deformate, quasi viste attraverso un vetro ricurvo. S’intende che se questa nostra facile profezia non si avverasse, saremmo i primi ad esserne soddisfatti…
EMILIO SERVADIO.

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