La metagnomia di Pascal Forthuny
Luce e Ombra 1930 p.100-101

Nei numeri di dicembre e di gennaio della «International Psychic Gazette » leggiamo il resoconto di alcune interessanti esperienze compiute dal noto chiaroveggente Pascal Forthuny, e riportiamo quelle che ci sembrano più notevoli:
1° Una contadina, presentatasi al F., gli disse queste sole parole:« Che cosa vedete nella mia vita?» Concentratosi, il chiaroveggente sentì di dover pronunziare la seguente frase; per lui priva di significato: « Pierre;Perthes-les-Hurlus! », al che la donna espresse la più alta meraviglia, poiché un suo figlio, di nome Pierre, era scomparso nella battaglia di Perthes-les-Hurlùs, ed ella non ne aveva potuto rintracciare il cadavere. Ulteriori indicazioni del Forthuoy permisero alla poveretta di ritrovare il corpo del figlio, in un luogo che era stato escluso sino allora dalle sue ricerche. Una piastrina attaccata al polso provò l’identità della salma.
2° Il dott. Efron, delegato europeo della Società di ricerche psichiche di Buenos Aires, pose delle mani del F. una medaglia religiosa, e il chiaroveggente, dopo aver dato alcuni ragguagli sulle caratteristiche fisiche, mentali e morali del possessore attuale, disse: « Questo medaglione mi dà l’impressione di un corpo freddo e inanimato. Esso è stato portato da due persone: una donna anziana ed una giovane, che è morta. Una di esse vive in un paese assai lontano, in una strana casa quasi senza finestre, situata in una strada tranquilla e di aspetto veramente melanconico. Vedo donne e fanciulle che entrano ed escono. Direi che il mese di ottobre ha avuto una importanza decisiva nella vita di una delle due».
Il dott. Elton, il quale nulla sapeva intorno alla medaglia, che gli era stata affidata da persona a lui pressoché ignota, scrisse a quest’ultima, ed apprese: che i particolari sul possessore attuale erano esatti; che il medaglione aveva appartenuto alla madre di questi, e poi alla sorella, morta nel mese di ottobre; che la casa della prima era al Paranà, nella Repubblica Argentina: casa veramente assai triste, in una strada solitaria sulla quale dava una sola finestra; che la madre della persona in questione era un’infermiera per signore, e riceveva in casa le sue numerose clienti.
3° Per dimostrare ai propri critici che qualsiasi complicità era da escludersi nei suoi esperimenti, il F. fece distribuire, in una sua seduta al Circolo di ricerche parapsicologiche di Parigi, cinquanta cartoncini numerati alle prime cinquanta persone che entrarono nella sala, e comunicò, a parecchie di queste, fatti che le riguardavano da vicino. Tra l’altro, rivolgendosi a una signora che aveva il numero 39, e che egli non aveva mai visto, disse: «State attenta a un serio incidente che potrà capitare trasportando delle suppellettili, da una casa all’altra». La signora replicò che non aveva alcuna intenzione di sgomberare, e che non capiva ciò a cui il F. poteva alludere. Otto giorni dopo, peraltro, ella confermò al chiaroveggente che il di lei cognato, ritornando da una visita alla propria madre e trasportando in automobile alcune suppellettili, era stato investito da un’altra macchina e ucciso. Il cadavere era stato trovato disteso al suolo. Questa signora si chiama Gautier, e abita al n. 33. rue Ganneron, a Parigi.

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