Sedute “per procura” con varie medium inglesi.

Luce e Ombra 1934

La Sig.ra H. A. Dallas riferisce, nel fascicolo di novembre del Journal» dell’American S.P.R., la sue impressioni in merito ad alcune sedute assai interessanti, tenute con le notissime medium inglesi signore Leonard, Mason e Brittain: sedute le quali appartengono in massima a quella specie particolare di esperienze medianiche che in Inghilterra sono state denominate «proxy sittings» (letteralmente: « sedute per procura »). In esse infatti una persona A dà l’incarico ad un’altra, B, di investigare presso questo o quel medium intorno a una questione inerente ad A, e della quale B non sa nulla. L’interferenza telepatica è resa in tal modo meno probabile, e viene senz’altro eliminato il sospetto che il medium possa desumere qualche informazione in via normale dallo sperimentatore, senza che questi se ne renda conto.
Nella prima di queste esperienze la sig.ra Dallas fu «rappresentata » dal notissimo scrittore Rev. Drayton Thomas. La sig.ra Dallas sapeva che una sua figliastra si era annegate in un accesso di pazzia, e conosceva vari antecedenti della sua situazione personale e famigliare. Scrisse al Rev. Drayton Thomas (totalmente ignaro di tali circostanze) informandolo semplicemente del fatto relativo al suicidio, e pregandolo di vedere se era possibile ottenere una qualche comunicazione in proposito dalla medium Osborne Leonard. Al Drayton Thomas non venne palesato neppure il nome della suicida. L’unica domanda che gli fece la medium fu la seguente: « Sapete qualcosa intorno al decesso di Nellie? » «Nellie» era lo pseudonimo adottato dalla sig.ra Dallas). E a tale domanda il Drayton Thomas rispose negativamente. La medium, in trance, parlò di malattia che aveva mutato il proprio corso, di morte subitanea, di disavventure domestiche; disse che « Nellie » stava in qualche rapporto con l’acqua, che la sua morte era stata preceduta da «qualcosa che andava male prima » ecc. Questi, ed altri particolari, confermarono in pieno ancora una volta le grandi doti di chiaroveggenza di Mrs. Leonard. Singolare tuttavia il fatto, come giustamente osserva Mrs. Dallas, che la medium non menzionasse l’unica cosa nota al Drayton Thomas, che cioè « Nellie » Si era suicidata. In base ad altri ragguagli la relatrice inclina a ritenere che la medium non abbia attinto neppure alla mentalità di lei, ma forse a quella del marito della defunta, che nulla sapeva dell’esperimento in corso.
La sig.ra Dallas, incoraggiata dei risultati ottenuti, si rivolse quindi alla medium Mrs. Mason, e le diede una lettera chiusa del marito di « Nellie » per ottenere informazioni del tipo «psicometrico». I particolari ottenuti, trasmessi all’autore della lettera, vennero da questi dichiarati notevolissimi, tali da far ammettere senz’altro una conoscenza paranormale. In un’altra seduta, tenuta con Mrs. Brittain, si verificò una curiosa interferenza: si ebbero cioè comunicazioni da parte del marito di un’amica della sig.ra Dallas; marito che la vedova non aveva mai menzionato alla medium. Tutto il resto della seduta fu occupato da comunicazioni relative a «Nellie ». Il marito di questa aveva consegnato alla signora Dallas una busta chiusa contenente una domanda ignota alla relatrice (la domanda era: «che cosa faceva egli la prima volta che s’incontrarono?»). Pur non rispondendo direttamente, la medium precisò vari particolari del primo incontro di «Nellie » col futuro marito, e tra l’altro il fatto che questi era senza giacca (l’incontro era avvenuto in campagna). Mrs. Brittain fornì, inoltre, altri ragguagli assai precisi, anche su punti del tutto ignoti alla relatrice.
In un’altra esperienza del genere la sig.ra Dallas venne incaricata di interrogare Mrs. Brittain intorno a una persona deceduta nel Canada, appartenente a una famiglia di sua conoscenza. Di questa persona, e delle relative circostanze ambientali, la relatrice sapeva pochissime cose. In tre sedute la medium precisò una quantità di dati specifici e di nomi propri, che destarono la più grande meraviglia nei famigliari del defunto, allorché la sig.ra Dallas fedelmente li ebbe trasmessi. Sarebbe qui troppo lungo soffermarsi su ogni singolo particolare di queste notevoli esperienze.
La relatrice, sottolineando l’interesse offerto da simili «sedute per procura», conclude: «Dato che nelle esperienze qui riferite dev’essere ovviamente eliminata, in sede d’interpretazione, una trasmissione di pensiero per quanto riguarda la mia persona, quale alternativa rimane? O le comunicazioni sono quello che pretendono di essere, oppure dobbiamo ritenere che il medium attraverso il quale esse sono state fatte aveva una facoltà pressoché illimitata di attingere in mentalità a lei ignote, e di scegliere in esse gruppi di idee e di ricordi, ordinandoli in tal guisa da destare l’impressione che certe personalità, sopravviventi, consapevolmente comunicano con noi».

Emilio Servadio

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