Le predizioni politiche di Madame de Thèbes.
Luce e Ombra 1934

Molti lettori ricorderanno certamente quella che fu una delle più famose « veggenti » del periodo che va, grosso modo, dall’anteguerra all’immediato dopoguerra. Il nome di colei che amava chiamarsi « Madame de Thèbes » fu notissimo per vari anni anche in Italia: poiché talune delle sue « predizioni » trovarono effettivamente conferma negli eventi, e furono quindi largamente citate e commentate nella stampa internazionale.
Nel fascicolo del 15 gennaio, 1934, della rivista «Psychica », il nostro illustre amico Cesare Vesme riprende in esame, con la consueta competenza, la figura della « veggente » e le principali sue predizioni. Tale esame ha un particolare interesse in quest’epoca, in cui le profezie » fioriscono un po’ dappertutto (caratteristica dei primi mesi di ogni anno), e si rivolgono prevalentemente all’avvenire politico dell’Europa.
Il Vesme prende lo spunto da un lavoro del compianto SchrenckNotzing, apparso postumo nei Gesammelte Aufsatze zur Parapsychologie. In esso il celebre metapsichista tedesco esamina principalmente l’almanacco pubblicato nel 1913 da Madame de Thèbes e fa rilevare ch’esso contiene non soltanto delle predizioni verificate dipoi in base agli avvenimenti, ma dei particolari abbastanza precisi, tali che sembra difficile poter attribuire le predizioni in discorso alla semplice coincidenza. Tra i passi citati dallo Schrenck-Notzing ci piace richiamare i seguenti:
«… Il formidabile dramma ha le sue origini nel 1913; per la Russia vi saranno terribili battaglie interne ed esterne, nuove condizioni, un nuovo popolo, nuove libertà.
«Il Belgio metterà tutta l’Europa in fiamme… La gioventù italiana s’incamminerà sul sentiero della guerra …. L’Italia sarà forse con la Francia?
«In Austria, tutto indica l’avvicinarsi di rivoluzioni radicali. Quegli che doveva governare non governerà, e governerà invece un giovane (l’imperatore Carlo), che non è a ciò destinato.
«La Germania minaccia l’Europa. Se vi fosse una guerra, sarebbe perchè la Germania l’ha voluta… Dopo la guerra, nè la Germania nè gli Hohenzollern manterranno la loro situazione preminente.
«I giorni del Kaiser sono contati. Intendo i giorni de suo regno, non quelli della sua vita…
« Vedo giunger l’ora in cui il mondo intero sarà all’opera. Il mondo antico cadrà; delle circostanze sin qui sconosciute costringeranno le genti ad esercitare tutta la loro forza di volontà e la loro energia. L’ora di eventi eroici si approssima. L’esistenza individuale non ha più importanza ».
Riportando i commenti di Schenck-Notzing e commentandoli a sua volta, il Vesme osserva che un diplomatico anche bene informato non avrebbe potuto prevedere con facilità gli avvenimenti in questione, fondandosi unicamente su quanto si sapeva durante le ultime settimane del 1912. Naturalmente si può pensare ad una coincidenza; ma un fatto è certo: che «mentre in Francia la stragrande maggioranza della popolazione e le stesse sfere ufficiali non credevano alla guerra imminente, e pensavano anche che si sarebbe riusciti ad evitarla in guisa definitiva, Madame de Thèbes l’ha vista giungere con una specie di certezza! »
E il Vesme riporta, in aggiunta a quelle ricordate dallo SchrenckNotzing, altre profezie di Madame de Thèbes, stampate nell’annuario per il 1914, l’anno ch’essa definisce « folgorante, anno di belle gesta e di grandi eroismi ». Ecco qualche frase dell’almanacco in parola:
« I tempi sono maturi: siamo prossimi alla mietitura dopo tante seminagioni… Il 1914 basterà a mostrarci la nascita di una nuova Europa… Lotta contro lo straniero fin sui campi di battaglia e, qualunque cosa avvenga, o subito o un po’ più tardi, vittoria! vittoria! Non dobbiamo temer nulla dalle prove che ci verranno imposte dalla sorte… Il genio scientifico, portato al suo massimo rendimento, moltiplicherà le sue scoperte e le sue invenzioni. Il dominio dell’aria, così avvincente, benché non debba essere conquistato con sicurezza, ci sembrerà prossimo ad esserlo per l’ingegnosità degli scienziati e degli inventori… ».
Verso la fine del 1916 la veggente scriveva:
«L’Italia persegue il suo destino trionfale. Un nuovo papa? Sì; grandi mutamenti con lui: ma tra il Vaticano, tanto mutato quanto provato dagli eventi, ed il Quirinale rinnovato, comincierà un’opera comune, forse più rivolta agli interessi temporali che non a quelli spirituali. E tuttavia Roma crescerà ancora, anche se Roma non è più in Roma ».
Frasi queste che il Vesme riporta con tanto maggior meraviglia in quanto l’intesa fra l’Italia e il Vaticano era, in quell’epoca, ben difficilmente prevedibile.
D’altra parte il chiaro Autore non si nasconde che se si rilevassero negli almanacchi di Madame de Thèbes le predizioni realizzate e quelle non verificate, queste ultime sarebbero in numero assai maggiore. Ma non si può concludere perciò, egli osserva, che l’insieme dell’opera della veggente debba venirne intaccato e scosso. «Gli errori di un «Veggente », scrive il Vesme, e non possono distruggere le predizioni assolutamente probanti ch’egli abbia fatte; possono esservi stati degli alti e bassi, delle eclissi, nella chiaroveggenza del soggetto; influenze d’ordine vario possono aver fatto emergere dei ragionamenti fondati su estremi niente affatto sopranormali, e tali da creare false interpolazioni in mezzo a manifestazioni sopranormali autentiche».
Ma esistono poi, nell’opera di Madame de Thèbes, predizioni tali che il loro carattere sopranormale possa considerarsi fuori di discussione? Il Vesme ne dubita, tanto più che egli ebbe l’occasione di conoscere personalmente Madame de Thèbes, e sa che la «veggente e aveva rapporti con una quantità di personaggi politici, di finanzieri, di scienziati, di gente mondana, dai quali essa aveva molti utili ragguagli. Tale circostanza, d’altro lato, potrebbe avere anche infinito negativamente sulle sue facoltà. Madame de Thèbes, inoltre, amava soprattutto considerarsi chiromante: si vede, quindi, quante fossero le « fonti » delle sue predizioni: ragguagli normali, visioni, esami chiromantici, ecc. ecc. Tale molteplicità di sorgenti doveva necessariamente dare un valore ineguale ed incerto ai suoi e almanacchi profetici».
Comunque, conclude il Vesme, « l’esame delle predizioni di una pitonessa interessante e celebre come è stata Madame de Thèbes, eseguito sia per gli avvenimenti che le hanno confermate, sia per quelli che le hanno smentite, è tanto più interessante in quanto le conclusioni ad esso relative possono essere estese, in una certa misura, alle altre sibille, che ai nostri giorni, come in altri tempi, pretendono di svelarci i misteri del Destino, per ciò che riguarda gli avvenimenti politici ».
Emilio Servadio

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